Caffè e teatro

Una curiosità interessante che riguarda la tradizione del caffè è il suo forte legame con il mondo del teatro.
Pensare al caffè come una semplice bevanda è davvero riduttivo. Il caffè caratterizza tutti gli aspetti relativi alla vita e alla cultura di ogni persona, soprattutto nei paesi del Mediterraneo.
Nel corso degli anni il Teatro ha sempre esaltato la tradizione del caffè con delle opere che esasperano in maniera ironica l’arte del caffè e il suo consumo.
Già nel 1750 lo scrittore Carlo Goldoni dedica all’arte del caffè un’opera intitolata La Bottega del Caffè e precisamente un secolo dopo, a Napoli viene rappresentata a teatro quest’opera modificando il titolo in Una bottega di Caffè. Successivamente, nel 1931 viene rappresentata un’altra opera importante del grande Edoardo De Filippo, Natale in casa Cupiello; la scena si apre col primo atto in cui il protagonista Lucariello si sveglia e la moglie Concetta gli prepara un caffè ma il protagonista non apprezza vista la pessima qualità di caffè e rimprovera la povera donna perchè la reputa incapace di preparargli un buon caffè!
Edoardo De Filippo esce dopo qualche anno con un'altra opera, intitolata Questi Fantasmi, dove l'autore decide di parlare in un lungo monologo di come si prepara un buon caffè, ironizzando sulla bevanda affermando che essa abbia proprietà miracolose che quando sarebbe arrivata la sua morte lo avrebbe aiutato a risuscitare, tornando nuovamente alla vita.
Sono davvero tante le opere che vengono rappresentate a teatro e che hanno dei riferimenti o addirittura hanno come tema principale questa bevanda così importante, soprattutto se ci si trova in paesi dove il caffè è parte integrante della cultura.

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