Il caffè ad Istanbul

Istanbul è una megalopoli mistica e suggestiva, che gode di una posizione geografica privilegiata a cavallo tra oriente ed occidente. Tanto la posizione del resto, quanto la sua travagliata storia millenaria, hanno contribuito a fare della città un fervido crocevia di genti, razze e popolazioni.
Quello che oggi risulta essere il principale centro industriale, finanziario e culturale della Turchia, infatti, fino al 330 d.c si chiamava Bisanzio, poi da lì fino al 1453 è stata Costantinopoli, per poi assumere il nome attuale di Istanbul che le è stato riconosciuto univocamente dal 1930.
Nelle sue varie fasi storiche è stata capitale, in successione: dell'Impero romano, di quello Bizantino, dell'Impero latino e infine dell'Impero ottomano.
Un siffatto luogo, dove genti e popolazioni diverse si incontrano e convivono pacificamente, senza lasciarsi coinvolgere dagli echi di guerre e tensioni che giungono dal vicino Medio Oriente, appare quindi il posto ideale per bere un caffè insieme, parlando e conoscendosi, integrandosi ed apprezzandosi reciprocamente, circondati dal misticismo quasi magico che permea l’atmosfera di questa unica città, in ogni suo angolo e anfratto.
Qui il caffè assume una corposità ed un gusto totalmente differente da quello che si può bere in qualsiasi altro angolo del pianeta. Non a caso, dal 5 Dicembre 2013, il celebre e inimitabile caffè turco è stato dichiarato anche patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
La magia di questo caffè risiede non solo nel suo sapore, nell’aroma; la consumazione è il momento finale, l’estasi e la sublimazione del piacere, la cosiddetta punta dell’iceberg. 
Ma il fascino e le suggestioni culturali del caffè turco risiedono anche in tutto quello che precede l’atto del berlo: nelle sue speciali ed uniche tecniche di preparazione, fiera testimonianza di una ricca cultura comunitaria tradizionale. 
I chicchi appena tostati, infatti, vengono anzitutto ridotti in polvere; dopo di che il caffè viene riposto in un bricco di ottone, con zucchero ed acqua fredda, e posizionato su una fonte di calore finché non raggiunge, con estrema calma e lentezza, l’ebollizione. 
Nella lentezza infatti, risiede il segreto che contribuisce a rendere il caffè turco così schiumoso.
Ecco che bere un caffè ad Istanbul diventa un’esperienza impareggiabile e indimenticabile. 
L’attesa della preparazione prolunga il piacere e, nel frattempo, offre l’opportunità di socializzare ed entrare in contatto con le molteplici sfaccettature e testimonianze della cultura locale.
Il set dove viene servito è elegante e raffinato, decisamente orientale nelle linee e nei ricami, e grazie ai suoi risvolti coreografici amplia ed esalta il piacere della degustazione, che risulta davvero essere un’esperienza totale, a 360 gradi.
Tanto è vero, che per chi lo desidera, può protrarsi anche dopo aver consumato questa deliziosa bevanda. 
In una città così magica e mistica come l’antica Bisanzio, infatti, cosa c’è di più suadente del farsi predire il futuro nei fondi, opportunamente rovesciati sul piattino dove è stato servito il caffè?
Anche questo è integrazione e contatto con la cultura locale, ed è possibile soltanto nella magica Istanbul.

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