Il caffè come alleato contro i tumori

A riempire una stanza basta una tazzina di caffè, il suo profumo caldo ti avvolge, ti riempie il mattino silenzioso regalandoti pace e facendo dileguare ogni preoccupazione.
Il caffè oggi è come una medicina: non si riesce ad arrivare a fine giornata senza averne preso almeno qualche tazzina.
E' un'abitudine così radicata negli italiani, che è stato oggetto di studio, non solo sotto l'aspetto psicologico e per le sue caratteristiche organolettiche, ma anche e soprattutto per il suo rapporto con la salute umana.
Il chicco di caffè, infatti, contiene tantissime sostanze utilissime per l'organismo dell'uomo. Dopo la tostatura sono presenti più di 30 composti antiossidanti, ossia di quelle molecole che proteggono l'organismo umano dalla formazione di cellule cancerogene eliminando i radicali liberi.
Alcuni studi hanno dimostrato che l'uso di caffè aiuta a prevenire tantissime malattie come il morbo di Alzaheimer, la demenza, il morbo di Parkinson, l'ictus, la cirrosi epatica e persino la depressione.
Ma sono gli studi effettuati sugli effetti del caffè sul tumore alla prostata che hanno rivoluzionato più di tutti il mondo scientifico.
L'Irccs Nueromed di Pozzilli, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma, ha condotto un'indagine su un campione di 7000 uomini del Molise e sulle loro abitudini di consumo di caffè. Dai dati emersi, sono stati effettuati degli approfondimenti attraverso esperimenti in provetta su cellule prostatiche tumorali. La scoperta è stata che solo gli estratti a base di caffeina sono in grado di ridurre in modo significativo la crescita e la diffusione in metastasi delle cellule cancerose. Tale effetto diminuisce notevolmente fino a scomparire con l'utilizzo di estratti meno concentrati o decaffeinati. Il che porta a dedurre che sia proprio la caffeina la principale responsabile di tale comportamento.
Anche la sua preparazione, inoltre, contribuisce a rendere il caffè una sostanza così importante nella lotta contro il cancro alla prostata. Infatti, il caffè assunto dalle persone oggetto del campione dell'esperimento veniva preparato con alta pressione e temperatura dell'acqua e senza alcun filtro. Con questo sistema sembrerebbe essere favorita la resistenza delle sostante bioattive e la loro concentrazione.
Oltre che a combattere la diffusione di cellule cancerose già presenti, l'assunzione di caffeina sarebbe anche in grado di prevenire lo sviluppo del cancro, quello alla prostata in special modo. E' stato, dunque, ampiamente sfatato il mito che il caffè potesse essere dannoso per la salute, come asserito nel 2001 dall'Agenzia nazionale per la ricerca sul cancro di Lione. La risultante è che se ne consiglierebbe l'assunzione giornaliera di almeno tre tazzine al giorno, con una riduzione di circa il 53% del rischio di cancro alla prostata dovuto all'effetto protettivo della caffeina, fondamentale e benefico principio bioattivo.
Sulla base delle evidenze scientifiche pubblicate, "Il Consorzio Promozione del Caffè" è impegnato a diffondere un programma di informazione sul caffè e sulla caffeina ed i loro effetti benefici. Gli amanti del caffè, che oggi in Italia sono più del 90% della popolazione, infatti, non sempre conoscono i benefici che questa bevanda può apportare all'organismo umano.
Quindi è proprio il caso di dire: viva il caffè.

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