Il caffè nel mondo della musica

Per gli italiani, il caffè non è solo la deliziosa bevanda del mattino, del fine-pasto o dei momenti di pausa quotidiani. Il caffè ha un valore simbolico, affettivo, consolatorio e gratificante. È associato all'idea di famiglia, di convivialità, di momenti piacevoli in compagnia, di approccio ed incontro. S'invita, solitamente, a prendere un caffè, quando si desidera un pretesto per trascorrere del tempo con qualcuno che piace, così come si fa appello ad una pausa-caffè per interrompere una routine lavorativa e ritagliarsi qualche minuto di chiacchiere leggere con i colleghi più simpatici. Il valore affettivo del caffè compare anche nella musica italiana: diversi testi d'amore nominano il caffè, inserendolo, così, nel folto gruppo di concetti abbinabili ai sentimenti ed ai rapporti umani. Non è un caso che Toto Cutugno, conosciuto in tutto mondo proprio per la sua canzone "L'Italiano", dica, in un altro suo testo famoso, parlando della donna amata ed ideale "se non è amore, dimmelo tu cos'è: mi risvegliava con un bacio e un caffè". Una strofa intensa, molto profonda, che si costruisce sul concetto che il risveglio ideale, così come l'amore perfetto, può essere riassunto così, semplicemente, genuinamente e teneramente: con un bacio ed un caffè offerto a letto. Un altro esempio, che conferma l'associazione di idee tra caffè e sentimenti, l'ha riportato in voga Malyka Ayane, qualche anno fa, riproponendo in chiave moderna un vecchio successo italiano: "Ma cosa hai messo nel caffè?". Un testo che racconta di un invito a casa, per un caffè senza impegno, per due chiacchiere innocenti, che finisce con il folle innamoramento dell'ospite per il padrone di casa che, scherzosamente, si domanda se in quel galeotto caffè fosse stata messa qualche pozione magica atta a fungere da freccia di Cupido. Tra i grandi successi italiani, che celebrano, in musica, la nostra bevanda nazionale, non si può non citare Fiorella Mannoia con il suo "Caffè nero bollente", che sorbisce in solitudine per meglio sopportare l'attesa del ritorno del suo amore. Un omaggio al caffè, indimenticabile, lo dobbiamo anche allo scomparso e tanto amato cantautore partenopeo, Pino Daniele, che ha fatto canticchiare tutti con la sua "Tazzulella 'e cafè", metaforicamente inserita in un testo a sfondo vagamente politico-sociale, come il classico sasso da mettere sopra a qualcosa, per nascondere, per farla finita, per coprire. La stessa falsariga, sapiente e di raffinatissimo livello culturale, utilizzata da De Andrè per "Don Raffaè", col suo caffè dalla ricetta segreta che solo in carcere era possibile assaggiare. Il caffè non è nominato solo nelle canzoni nostrane, ma viene inserito in testi famosi anche di grandissimi idoli del panorama musicale internazionale. Come non citare Bob Dylan e la sua "One more cup of coffee", canzone struggente, dove l'ultima tazza di caffè rappresenta anche l'ultimo attimo da trascorrere con l'amata, che sta per abbandonare, a causa dell'incompatibilità delle loro vite, situazioni e caratteri. Ed infine, ma non sicuramente per importanza, non neghiamo un sorridente e tenero plauso ad una famosissima canzoncina per bambini, che ha divertito e fatto battere le mani a milioni di piccoli, delle scorse ed odierne generazioni: l'indimenticabile "Caffè della Peppina" dove, allegoricamente, si prende in giro una casalinga pasticciona che non riesce a preparare neanche un semplice caffè, perché ne vuole modificare la miscela ad ogni costo con ingredienti improbabili. Noi italiani, invece, sappiamo bene che il caffè è sacro e non si tocca: al massimo si canta.

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