Il legame tra attori teatrali e caffè

L'arte di preparare un buon caffè è stata per secoli messa in evidenza ed esaltata dal teatro, partenopeo in particolare e italiano in generale, come momento di aggregazione e di piacere. Davvero numerosi sono stati i drammaturghi che tramite le loro "Pièce", hanno posto l'accento sulla delicata arte della preparazione del caffè, come in "Questi Fantasmi!" del grande Edoardo de Filippo, che si lancia in un corposo e fluido monologo su come si prepara correttamente una buona tazza di caffè, in cui il protagonista mostra il proprio zelo nel preparare la bevanda e rimprovera la propria moglie (Concetta) per non metterci la dovuta passione nella preparazione de suo caffè. Ma non solo gli autori più recenti hanno subito il fascino artistico del caffè, infatti già dal 1750 il noto drammaturgo veneziano Carlo Goldoni portò in scena un'opera dal titolo "La Bottega di Caffè", che successivamente verrà rappresentata a Napoli con una piccola variazione del titolo. Caffè e spettacolo sembrano essere uniti da un legame inscindibile, giacché in tempi ancora più recenti Massimo Troisi ha portato sulle scene e sul grande schermo, spettacoli dal titolo "No grazie, il caffè mi rende nervoso". Il caffè è rappresentato come strumento che unisce le persone, simbolo e alimento della cultura italiana. Le opere da elencare che hanno come soggetto principale il caffè sono davvero tantissime, segno che questa bevanda è stata consumata da secoli, senza passare di moda né tanto meno stancare i palati delle persone, che amano degustarlo e guardarlo mentre viene preparato. Oggigiorno questo piacere ci è reso ancora più facile dalle capsule compatibili, che uniscono la genuinità di un buon caffè alla facilità della preparazione, ideale per le giornate caotiche del nostro tempo.

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