L'origine del caffè

L'origine del caffè è circondata da numerose leggende e fra queste le più famose e conosciute sono due.
Secondo la prima leggenda un pastore etiope di nome Kaldi, mentre portava al pascolo il suo gregge, vide le sue capre mangiare delle bacche rosse e notò come poi durante la notte le stesse, più vivaci del solito, prendessero a vagabondare anziché dormire. Incuriosito dal loro comportamento decise così di abbrustolire le bacche, macinarle e metterle in infusione.
La seconda leggenda racconta invece del giorno in cui a Maometto, gravemente ammalato, apparve l'arcangelo Gabriele, il quale offrì una bevanda di colore nero, creata da Allah, al profeta e grazie a cui egli potè riprendersi e guarire.
Quale che sia la vera origine del caffè, è certo che la sua coltivazione ebbe inizio attorno alla metà del XV secolo nello Yemen, diffondendosi poi su tutto il territorio arabo grazie ai numerosi pellegrini che si recavano alla Mecca e a Medina.
Il forte legame del caffè con il mondo arabo, d'altronde, è testimoniato dall'etimologia del termine: "qahwa" (che significa vino), infatti, indicava originariamente una bevanda vegetale, usata anche come medicinale, che veniva prodotta dal succo di alcuni semi e che causava un effetto eccitante e stimolante. Il termine italino caffè, invece, deriverebbe secondo alcuni dalla parola turca "kahve", secondo altri dalla zona geografica di Caffa, nel sud-est dell'Etiopia, ossia la regione in cui era particolarmente diffusa la presenza spontanea della pianta.
Durante il XVI secolo, grazie all'espansione dell'Impero Ottomano, il caffè si diffuse anche in Asia Minore, in Siria, in Egitto e a Costantinopoli (dove fu aperto uno dei primi locali pubblici destinati al suo consumo), ma il commercio dei chicchi di caffè rimase ancora per lungo tempo una prerogativa dei mercanti arabi. Solo a partire dal XVII secolo alcuni mercanti olandesi cominciarono a contrabbandare il caffè in Europa che fino a quell'epoca conosceva solo il cacao ed il te. La bevanda nera giunse in Italia attraverso Venezia grazie ai rapporti commerciali della città con il Vicino Oriente e le prime botteghe del caffè sorsero a partire dagli anni quaranta del Seicento. Attorno al 1650 si cominciò ad importare e consumare caffè anche in Inghilterra, dove nacquero numerose coffeehouse, nel 1670 sorse il primo caffè a Berlino, nel 1686 il primo a Parigi. Intanto, 1684 era stata fondata la prima casa del caffè a Vienna, in seguito alla liberazione della città dall'assedio dei turchi. Da quel momento i caffè divennero in tutta Europa il luogo di incontro di politici ed intellettuali e favorirono la diffusione di idee liberali.
Il caffè come bevanda conobbe poi una diffusione internazionale sbarcando nel nuovo continente (i primi bar furono aperti a Boston e New York) e cominciò ad essere considerata la bevanda del popolo in numerose nazioni, diventando un piccolo piacere quotidiano per gran parte della popolazione europea.
Nel Settecento ebbe poi inizio la coltura intensiva della pianta del caffè nelle colonie britanniche ed inglesi ed in tutta l'America centrale. Attualmente le maggiori aree di produzione sono localizzate lungo la fascia sub tropicale del pianeta ed i maggiori produttori mondiali di caffè sono Brasile, Vietnam, Colombia e Indonesia.

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