Perché bere caffè fa venire voglia di dolce

Perché bere caffè fa venire voglia di dolce

 

Il caffé: quella sostanza dal colore molto scuro e l'odore così intenso da poter riempire una stanza per giornate intere; quella bevanda senza la quale, al mattino, non c'é Buongiorno.
Il caffé é la bevanda piú diffusa al mondo, quella piú amata dagli uomini poiché li aiuta a restare vigili durante le ore di lavoro pomeridiane o notturne.
É addirittura la bevanda piú apprezzata dagli italiani per i quali fare il caffé non é un semplice gesto ma una vera arte, alla quale non tutti sono portati.
Si, perché fare un caffé buono richiede bravura, precisione e tanto amore. Si dice, a riguardo, che lo stesso Beethoven amasse contare ad uno ad uno tutti i 60 chicchi necessari per preparare la sua tazza: in questo modo di assicurava che ogni giorno il suo caffé avesse la stessa forza.

Sul caffé, sull'amore che gli uomini gli riservano con frasi che sono passate alla storia, si potrebbe parlare a lungo ma, é bene concentrarsi sugli effetti che il caffé ha su chi lo beve.
C'é chi vede il caffé come bevanda vitale, senza la quale non sarebbe in grado di trascinarsi giú dal letto al mattino, chi invece sceglie di berlo per il suo indiscutibile effetto lassativo, altri ancora perché li aiuta a digerire.
In effetti il caffé ha moltissime proprietá: é un buon antiossidante, se assunto in dose massicce riduce l'appetito ed ha un buon effetto lipolitico, poiché induce il corpo ad utilizzare i grassi a scopo energetico, favorendo il nostro dimagrimento.

Ma l'effetto piú importante che questa bevanda ha su chi la beve é sicuramente quella stimolante. É risaputo, infatti, che il caffé agisce sulla corteccia celebrale, aumentando la concentrazione e la capacità di attenzione.
Messa in questi termini, i ricercatori spiegano che il caffé é il piú potente antagonista dei recettori dell'adenosina, responsabili della sensazione di sonnolenza che spesso prende il sopravvento. Entrando in gioco il caffé, quindi, si innesca il meccanismo del famoso effetto risveglio ma si avverte meno la sensazione del sapore dolce, spingendo il bevitore a desiderare un qualsiasi dolce, sia esso un cioccolatino o un banalissimo biscotto secco.
Ecco, quindi, spiegata la ragione scientifica dell'accoppiata del caffé al dolce che, negli anni, era diventata un vero e proprio rituale.

A giungere a questa verità sono stati gli scienziati americani della Cornell University che, ricorrendo ad un esempio pratico, hanno spiegato l'alterazione del gusto provocata dal caffé.
I ricercatori hanno cercato di calcolare gli effetti del caffé rapportandoli alla quantità effettiva di caffeina assunta nel nostro corpo.
Così, hanno diviso in due gruppi i 107 participanti, che si sono sottoposti allo studio alla cieca, senza cioé sapere che tipo di caffé gli venisse somministrato.
Al primo gruppo é stato proposto caffé decaffeinato, al secondo gruppo caffé decaffeinato corretto, poiché in laboratorio gli é stato aggiunto un quantitativo di 200 milligrammi di caffeina.
Dopo, ad entrambi i gruppi é stata data la possibilità di zuccherare la bevanda: l'esperimento ha dimostrato che chi aveva assunto il caffé decaffeinato corretto lo percepiva meno dolce.

Nessuna differenza, invece, é stata rilevata circa la capacità di attenzione dei due gruppi. Quest'ultima particolarità, peró, pare doversi spiegare come una sorta di effetto palcebo, cioé condizionato dal semplice fatto di avere bevuto del caffé.

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